Jana nasce come un nuovo modello di sviluppo turistico per l’Ogliastra. Non si tratta semplicemente di costruire una struttura ricettiva o un complesso residenziale, ma di creare un sistema integrato, capace di mettere insieme ospitalità, residenza, artigianato, cultura locale e servizi. L’obiettivo è superare l’idea del villaggio turistico chiuso e separato dal territorio, per dare vita a un luogo che dialoghi realmente con la Sardegna, con le sue tradizioni e con la comunità che lo abita.
Al via il progetto Jana, un nuovo modello di turismo in Ogliastra
Intervista a Giorgio Mazzella
D. Giorgio Mazzella, che cos’è il progetto Jana?
R. Jana nasce come un nuovo modello di sviluppo turistico per l’Ogliastra. Non si tratta semplicemente di costruire una struttura ricettiva o un complesso residenziale, ma di creare un sistema integrato, capace di mettere insieme ospitalità, residenza, artigianato, cultura locale e servizi. L’obiettivo è superare l’idea del villaggio turistico chiuso e separato dal territorio, per dare vita a un luogo che dialoghi realmente con la Sardegna, con le sue tradizioni e con la comunità che lo abita.
D. Qual è la filosofia alla base dell’iniziativa?
R. L’idea è quella di costruire un’esperienza turistica più autentica, vicina agli usi e ai costumi sardi. Jana vuole essere un progetto capace di valorizzare il territorio, non solo di ospitare visitatori. Il turista non deve vivere una vacanza isolata, ma deve entrare in contatto con la cultura locale, con l’artigianato, con i prodotti tipici, con l’identità profonda dell’Ogliastra.
D. In che modo il progetto unisce turismo e vita locale?
R. Il cuore del progetto è la creazione di un vero e proprio borgo, con laboratori artigianali, spazi commerciali, servizi e alloggi. È prevista la presenza di circa 50 laboratori artigiani, pensati per far conoscere ai visitatori la produzione locale e le competenze tradizionali del territorio. In questo modo il soggiorno diventa anche un’esperienza culturale e sensoriale, non solo ricettiva. (Economy Magazine)
D. Quali sono i numeri principali di Jana?
R. Il progetto prevede uno sviluppo importante: circa 60.000 metri quadrati edificati, suddivisi in più comparti, con un investimento complessivo stimato in 120 milioni di euro. La capacità prevista è di circa 3.000 persone. Il primo comparto operativo, denominato Frisa, comprende 165 unità abitative, con una destinazione divisa tra residenziale e turistico-alberghiero. (Economy Magazine)
D. Perché il nome “Jana”?
R. Il nome richiama le Janas, figure della tradizione mitologica sarda, spesso associate alle “case delle fate”. È un riferimento simbolico molto forte, perché lega il progetto all’immaginario antico dell’isola e alla volontà di costruire qualcosa che non sia estraneo al paesaggio culturale sardo, ma che nasca da esso.
D. Che tipo di architettura avrà il borgo?
R. Le costruzioni saranno ispirate all’architettura tradizionale sarda. Il progetto punta all’uso di materiali naturali e a un’immagine coerente con il paesaggio locale: pietra, legno, cotto, verde e forme che richiamano il modo di abitare storico dell’isola. L’obiettivo non è creare un complesso anonimo, ma un luogo riconoscibile, radicato nel territorio. (Arbatax Park Resort & SPA)
D. Jana sarà più un progetto immobiliare o turistico?
R. La caratteristica principale è proprio il superamento di questa divisione. Jana mette insieme residenza, ospitalità, servizi e attività produttive locali. Non vuole essere una semplice operazione immobiliare, ma un ecosistema in cui chi soggiorna, chi abita e chi lavora possano condividere uno stesso spazio. È un modello ibrido, pensato per generare valore turistico ma anche economico e sociale.
D. Quale impatto potrebbe avere sull’Ogliastra?
R. L’impatto atteso riguarda diversi livelli: occupazione, artigianato, commercio, turismo e immagine del territorio. Il progetto punta a rafforzare il tessuto imprenditoriale locale, attirare investimenti e offrire nuove opportunità a chi lavora nel settore turistico e nei mestieri tradizionali. L’idea è che il turismo non resti confinato dentro la struttura, ma diventi una leva per l’intera area.
D. Quando è previsto l’avvio dei lavori?
R. Secondo le informazioni pubblicate nel 2025, l’avvio dei lavori era previsto per l’autunno del 2025. Nel 2026 è stato poi comunicato l’avvio concreto del progetto con la posa del primo mattone ad Arbatax. (Economy Magazine)
D. Qual è, in sintesi, la promessa del progetto Jana?
R. La promessa è creare un nuovo modo di vivere il turismo in Sardegna: non un luogo chiuso, standardizzato e separato, ma un borgo aperto, integrato, capace di raccontare la Sardegna attraverso le sue case, i suoi artigiani, i suoi materiali, i suoi sapori e le sue tradizioni. Jana vuole essere un modello di turismo che accoglie, ma allo stesso tempo restituisce valore al territorio.