Ad Arbatax il progetto Jana entra ufficialmente nella sua fase concreta. Il 18 aprile 2026, Giorgio Mazzella ha inaugurato il portale d’ingresso e posato simbolicamente il primo mattone dell’intervento, segnando l’avvio operativo di un progetto atteso da oltre vent’anni e destinato a incidere in modo significativo sul futuro turistico, residenziale ed economico dell’Ogliastra
Ad Arbatax il progetto Jana entra ufficialmente nella sua fase concreta. Il 18 aprile 2026, Giorgio Mazzella ha inaugurato il portale d’ingresso e posato simbolicamente il primo mattone dell’intervento, segnando l’avvio operativo di un progetto atteso da oltre vent’anni e destinato a incidere in modo significativo sul futuro turistico, residenziale ed economico dell’Ogliastra. (www.vistanet.it)
Jana nasce con una visione precisa: non realizzare un semplice complesso immobiliare o una struttura turistica separata dal territorio, ma dare forma a un ecosistema integrato, capace di unire residenze, ospitalità, servizi, artigianato locale e cultura sarda.
Un progetto da 120 milioni di euro per Arbatax
Il piano complessivo prevede uno sviluppo di circa 60.000 metri quadrati, suddivisi in sei comparti, con un investimento stimato di circa 120 milioni di euro. L’intervento si inserisce in un’area di circa 17 ettari, immersa nel verde e nel contesto della macchia mediterranea, con l’obiettivo di creare un luogo abitabile, fruibile e coerente con il paesaggio ogliastrino. (La Nuova Sardegna)
Il progetto Jana si presenta come il primo progetto di turismo integrato in Sardegna, perché mette insieme funzioni diverse ma complementari: residenziale, turistico-ricettivo, borgo artigianale e servizi sportivi. Non un villaggio chiuso, quindi, ma un sistema pensato per dialogare con il territorio e generare valore anche oltre il periodo strettamente turistico. (janaturismointegrato.com)
Il significato del nome Jana
Il nome richiama le Janas, figure mitologiche della tradizione sarda, spesso associate alle antiche “case delle fate”. La scelta non è soltanto evocativa: rappresenta la volontà di legare il progetto all’identità profonda dell’isola, alle sue narrazioni, alla sua architettura e al suo immaginario culturale.
Durante la cerimonia, Giorgio Mazzella ha spiegato che Jana nasce per costruire oggi quelle che un tempo erano considerate le case delle fate, reinterpretandole in chiave contemporanea ad Arbatax. (La Nuova Sardegna)
Frisa, il primo comparto operativo
Il primo comparto previsto è Frisa, che comprende 165 unità abitative. La destinazione sarà suddivisa tra residenziale e turistico-alberghiero, con una ripartizione al 50% tra le due funzioni. (La Nuova Sardegna)
Questo aspetto è centrale nella filosofia del progetto: Jana non separa chi abita da chi soggiorna, ma prova a costruire un modello misto, nel quale la permanenza breve, la residenza privata e l’ospitalità turistica possano convivere all’interno dello stesso disegno urbanistico.
Un borgo artigianale al centro dell’esperienza
Uno degli elementi più caratterizzanti sarà il borgo artigianale sardo, pensato con circa 50 laboratori di produzione e vendita affacciati su una grande piazza. L’obiettivo è offrire ai visitatori un’esperienza diretta con i mestieri, i materiali e le lavorazioni tradizionali della Sardegna. (L’Unione Sarda.it)
In questo senso, Jana non vuole limitarsi a ospitare turisti, ma intende far vivere loro un rapporto più autentico con il territorio: artigianato, cultura locale, paesaggio, servizi e accoglienza diventano parti di un’unica esperienza.
Architettura sarda, materiali naturali e sostenibilità
Le costruzioni previste saranno immerse nel verde e realizzate con materiali naturali, ispirandosi alla tradizione architettonica sarda. Pietra, elementi locali e linguaggi costruttivi coerenti con il paesaggio saranno parte integrante del progetto. (L’Unione Sarda.it)
Questa scelta serve a evitare l’effetto di un insediamento anonimo o slegato dal contesto. Jana punta invece a costruire un’immagine riconoscibile, radicata nella Sardegna e in particolare nell’Ogliastra, territorio spesso definito “isola nell’isola” per la sua forte identità culturale e ambientale. (janaturismointegrato.com)
Un’opportunità per turismo, imprese e territorio
Il progetto si rivolge a pubblici diversi: chi desidera acquistare una soluzione abitativa, chi cerca un investimento turistico, gli intermediari immobiliari e le imprese interessate a partecipare alla realizzazione dell’intervento. Il sito ufficiale del progetto presenta infatti percorsi distinti per acquirenti, imprese e operatori del settore. (janaturismointegrato.com)
La promessa di Jana è ampia: generare nuove opportunità economiche, rafforzare l’offerta turistica di Arbatax, valorizzare l’artigianato e contribuire a un modello di sviluppo più stabile, non concentrato esclusivamente sui mesi estivi.
Il legame con Arbatax Park Resort
Un altro elemento rilevante è la prossimità con l’Arbatax Park Resort by Falkensteiner, che amplia il sistema di servizi disponibili: ristorazione, piscine, sport, benessere, natura e attività per famiglie, coppie e gruppi. (janaturismointegrato.com)
Questo collegamento rafforza l’idea di un progetto che non vive isolato, ma si appoggia a un contesto turistico già riconosciuto e consolidato, integrando nuove funzioni residenziali e ricettive con servizi esistenti.
Jana come modello di turismo integrato
La posa del primo mattone rappresenta quindi più di un gesto simbolico. Segna il passaggio da una visione progettuale a una fase operativa, dopo un percorso nato nel 2004 e approvato dal Consiglio comunale di Tortolì nel 2025. (La Nuova Sardegna)
Jana vuole proporre un modo diverso di concepire il turismo in Sardegna: meno chiuso, meno standardizzato, più legato alla vita reale del territorio. Un luogo in cui soggiornare, abitare, investire, lavorare e incontrare la cultura locale.
Ad Arbatax, il progetto prende ora forma concreta. E se manterrà la coerenza tra visione, architettura, servizi e rapporto con la comunità, Jana potrà diventare uno dei modelli più interessanti di sviluppo turistico-residenziale dell’Ogliastra.